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4 cose da sapere prima di scegliere il tuo consulente per la Cina

Che gli occidentali sappiano qualcosa della Cina anche prima di visitarla per la prima volta è abbastanza chiaro a tutti i cinesi.
Ha senso, ovviamente, considerando che parliamo di una nazione che da sola fa il 17% della popolazione mondiale. Tuttavia, non tutto ciò che una persona potrebbe sapere della Cina (o di qualunque altro argomento, in effetti) potrebbe essere vero al 100%. La situazione politica della Cina negli anni è cambiata così come la sua importanza nel mondo – e le informazioni trasmesse dai media sono cambiate di conseguenza.

Dato che non tutti hanno la possibilità di studiare nel dettaglio la storia e la cultura della Cina – dato che ci vorrebbero diversi anni anche solo per una comprensione parziale – la maggior parte degli imprenditori sceglie un consulente d’impresa per avere un aiuto in loco per un mercato così diverso. Tuttavia, un imprenditore intelligente deve essere in grado di stabilire se il consulente sia onesto o meno. Dopotutto, stai affidando ad un gruppo di persone, o a volte ad un individuo, il modo in cui il tuo brand sarà visto dal 17% della popolazione mondiale. Non è roba da niente.
Devi proteggere i tuoi interessi ed assicurarti di poterti fidare del tuo consulente.


Di cosa dovresti preoccuparti?
Prima di tutto, la maggioranza dei consulenti – sia cinesi sia gli occidentali che operano in Cina – conoscono molto bene le differenze tra la mentalità cinese e quella occidentale, e di certo sono a conoscenza dei tipici stereotipi che gli occidentali hanno sulla cultura cinese, e viceversa.
Alcuni di loro (ripetiamo, in questa categoria ci sono sia cinesi che occidentali) hanno scelto di sfruttare questi stereotipi a proprio vantaggio, mistificando il tipo di lavoro che fanno e facendo sembrare che valga milioni quando, pur essendo comunque un buon lavoro e degno di un prezzo congruo, è decisamente troppo caro.

Come riconoscere queste truffe:
1. Costi di burocrazia alti: sono i costi su cui si può mentire più facilmente, specie se l’imprenditore non si sforza di dare un’occhiata ai documenti o fa una ricerca online. Purtroppo, se non vuoi essere truffato, dovrai fare questo sforzo. Non rischiare di pagare di più solo perché non vuoi avere a che fare coi numeri. Qualunque consulente ha l’obbligo di fornire tutti i report delle spese fatte e assicurarsi che tu li possa comprendere. Alcuni occidentali pensano che la Cina, per via della sua forma di governo particolare, abbia costi di burocrazia alti e procedure super complicate persino per i compiti più semplici. Non è così, spesso è l’opposto. Molte procedure sono economiche e non richiedono di certo un dottorato per farle. Ci potrebbero essere differenze con l’Italia, ma niente di insensato. Pagare per l’aiuto di un professionista e per le sue conoscenze ha senso, ma deve essere un prezzo onesto. Dai un’occhiata alla competizione e assicurati che il preventivo ricevuto sia valido. Questa logica è utile per qualunque prodotto e servizio: specie in Cina, la competizione è particolarmente dura, e in genere i prezzi sono più bassi per questo – ma ci sono sempre truffatori, come del resto in qualunque posto. Tieni gli occhi aperti.
2. “Guanxi” (relazioni/connessioni speciali): sono molto utili, e a volte possono veramente distruggere o aiutare a costruire un business. Ma non pensare che sia completamente impossibile entrare in un mercato senza le “giuste guanxi”. I cinesi hanno la meritocrazia nel sangue da millenni: se sei bravo a far qualcosa, è giustissimo che tu la faccia e gli altri te lo riconosceranno. Magari senza una buona “guanxi” non si fideranno subito di te, ma è a questo che servono i contratti. D’altro canto, se vuoi fare business solo grazie alle “guanxi” con un prezzo completamente fuori mercato, non aspettarti di aver successo a lungo termine. La competizione arriverà anche in quel caso.
3. Assicurati di aver un team in loco: un traduttore che ti aiuta a parlare direttamente con il tuo partner in Cina fa comodo, ma assicurati che lavorino direttamente per te, o che siano degni di fiducia. Anche se il primo approccio in Cina può essere tranquillamente fatto tramite un’azienda partner o un freelancer, assicurati che facciano i tuoi interessi e non i loro. Questo punto è semplice buon senso che si può applicare in praticamente ogni nazione.
4. Fatti dare una seconda opinione: non fidarti di strane “leggi” o “tecniche di business”. Segui il tuo istinto. Se qualcosa suona male, probabilmente hai ragione. Richiedi una seconda opinione, anche a pagamento – è meglio sapere tutto adesso che scoprire che qualcosa non va fra mesi o anni. Inoltre, avere la conferma che il tuo consulente lavori davvero per il tuo bene ti permette di avere una reale sicurezza in questo ambito.
SinoActive offre GRATIS una seconda opinione, quindi chiedici pure!

1 commento su “4 cose da sapere prima di scegliere il tuo consulente per la Cina”

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