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Consigli e truffe sull’acquisto dei guanti monouso

Con la fine del lockdown, la richiesta di DPI non è scesa. Ma non si tratta delle sole mascherine. In occidente, i guanti monouso sono sempre più richiesti, e anche se l’OMS (per paura che ci si dimentichi di lavare le mani spesso) non ha dato un’approvazione specifica, sempre più persone li adoperano per proteggersi.

Ma quali tipi di guanti esistono, e quali sono adatti a proteggersi durante la ripresa economica?

Conviene analizzarli per materiale:

Guanti in nitrile. Fonte: verticalppe.com


I guanti in nitrile sono in genere i più flessibili, con un’enorme varietà di utilizzi: medico, industriale e per la preparazione di cibi e bevande. Una delle caratteristiche principali è quella di poter mostrare immediatamente se sono danneggiati, così da poter essere subito cambiati. Pur essendo relativamente recenti, sono consigliati per qualunque applicazione, ma dato che la disponibilità sta scendendo per via dei massicci ordini ricevuti, sempre più alternative prendono campo. In questo momento, alcuni dei fornitori più grandi di Cina e Malesia hanno tempi di produzione dilungati dai due ai sei mesi.
Un’alternativa ai guanti in nitrile – spesso causa di incomprensioni – sono i guanti in cloronite, fatti di nitrile e neoprene così da rafforzarli contro alcune basi ed acidi che possono danneggiare il solo nitrile. Pur essendo una buona alternativa, troppo spesso si dimentica che non possono essere considerati identici in caratteristiche e prezzo ai guanti in puro nitrile. A causa della carenza di guanti, e per via dell’aumento dei prezzi dei guanti in nitrile, alcuni hanno cominciato ad usare un altro materiale, anche questo fonte di diversi equivoci: in questo caso parliamo di un mix di vinile e nitrile, spesso considerati come “guanti in nitrile”. Per questo motivo, devi assicurarti di sapere bene cosa stai comprando.

I guanti in vinile (o polivinilcloruro, cioè PVC) sono economici, e in questo momento vengono spesso consigliati dalle fabbriche come alternativa al nitrile grazie alla loro disponibilità quasi immediata. Alcuni tipi di guanti in vinile sono sterilizzati per uso medico.

I guanti in lattice sono considerati i migliori per aderenza alla pelle, e sono molto validi contro le infezioni. Tuttavia, alcune persone sono allergiche al lattice, per cui non è il caso di toccare altre persone usando questi guanti. Per lavorare in isolamento, o in un ambiente in cui si può essere sicuri non ci siano allergie al lattice (ad esempio in un ambiente di lavoro chiuso), sono buoni. Un’altra nota di cui tenere conto è che, se danneggiati, non è facile rendersene conto come nel caso del nitrile, per cui bisognerebbe periodicamente verificarne l’integrità una volta indossati.

I guanti in polietilene (PE) sono tra i più economici, ma non sono idrorepellenti, per cui sono meno sicuri rispetto alle altre tipologie per la prevenzione.

A parte il materiale, un altro punto importante è la destinazione d’uso: i guanti ad uso medico sono generalmente in nitrile, e a volte in vinile. Il lattice non è più usato, mentre il polietilene non protegge chi li indossa abbastanza.
Inoltre, ogni guanto può avere un peso diverso – più leggeri sono e meglio è – tra i 3 e 5 grammi ciascuno. Il peso ha impatto sia sulla qualità, sia sui costi di spedizione.
Un altro punto è la dimensione dei guanti – spesso vengono venduti in misure S, M, L ed XL.

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