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Black Myth: Wukong, dalla Cina, cambierà il gaming?

Un video pubblicato due mesi fa da IGN su Youtube mostra un gioco chiamato Black Myth: Wukong. Il video è stato visto quasi 7 milioni di volte. Il gioco sarà probabilmente molto popolare una volta uscito, soprattutto tra i giocatori cinesi.
Il video è in realtà stato preparato come gameplay da mostrare per reclutare nuovi membri dello staff dalla software house cinese Game Science. In ogni caso, è riuscito ad approdare su Youtube, e da lì diventare famosissimo.

Black Myth: Wukong non punta ad alzare l’hype

Il trailer è molto dettagliato, ma il progetto non è affatto vicino alla conclusione. Lo sviluppo del gioco richiede 5 anni, ed è iniziato nel 2018. Questo non rappresenta solo la quantità di dettagli che ci dovremmo aspettare, ma anche la dimensione ridotta del team, che solo di recente ha raggiunto le trenta persone, e non ha intenzioni di superare le 40-45 per il momento.
Parte dei fondatori ha lavorato per Tencent, la più grande azienda del settore in Cina.

The trailer of Black Myth: Wukong shows a fairly old Wukong telling the story behind the character
L’idea è di non fornire altri trailer per un po’. Almeno fino a quando non ci sarà materiale ancora più interessante di ciò che è stato già mostrato. Indubbiamente è una strategia diversa da quelle solite di questo mercato, che generalmente forniscono piccoli scorci di gameplay per mantenere l’hype alto fino al rilascio. Altre strategie invece tendono a rilasciare il gioco prima ma senza tutto il contenuto pianificato, per poi aggiungere il resto tramite DLC o aggiornamenti gratuiti.
Forse è per differenziarsi dalla maggior parte delle software house cinesi, che in effetti spesso lavorano su giochi free to play/pay to win e non riescono a seguire un vero piano a lungo termine. Non che ce ne siano molte, al mondo, di software house in grado di sviluppare un gioco così a lungo: una mossa del genere richiede un budget consistente e fortissimo autocontrollo.

E se Black Myth portasse un’ondata cinese nel mercato globale?

Considerato il titolo del gioco, ed il fatto che sia incentrato sulla storia sconosciuta dietro Wukong, è possibile che seguiranno altri giochi della stessa serie. Dopotutto, la mitologia cinese è vastissima e anche se Wukong è uno dei personaggi più famosi, c’è spazio per tanti altri. Inoltre, la storia cinese ha diverse storie interessanti da rappresentare, spesso con aggiunta di tratti magici dovuti al folklore locale, per cui è possibilissimo fare di più di qualcosa ispirato ai classici Tre Regni.Black Myth: Wukong, Wukong facing Buddha
Una serie di GDR d’azione e avventura dalla Cina potrebbe essere una ventata di aria fresca in un mercato dominato da produttori Giapponesi e Americani. Del resto, i giochi usciti da (almeno inizialmente) piccole software house in Polonia (CDProjektRed) e Svezia (Paradox Interactive) sono andati alla grande negli ultimi tempi. Non vediamo alcuna ragione per cui Game Science non possa avere lo stesso risultato. Entrambe le aziende citate hanno lunghi tempi di sviluppo e hanno comunque ottenuto un grosso successo dopo i primi tempi.

Perché le software house indipendenti sono al centro dell’attenzione

Forse è una regola strana, nel settore videoludico, ma sembra che più grandi si diventa, più difficile sia seguire le richieste dei fan. Molti scelgono di seguire il mercato e perdono, eventualmente, ciò che li aveva fatti crescere in passato. Altri cercano di mantenersi al lavoro ad un ritmo lento, ma perdono spesso le proprie scadenze, il che rende sempre più clienti stanchi di aspettare all’infinito.
IGN ha fatto presente – così come tantissimi utenti online – che questo gioco ha mostrato come un piccolo gruppo di persone sia in grado di fare un trailer (e, probabilmente, un gioco) molto più interessante di quelli dei grandi conglomerati del settore. Forse è anche a causa del lato inesplorato della storia di Wukong (almeno al di fuori della Cina). Forse è a causa del gameplay: dopotutto, Wukong dovrebbe mostrare ben 72 trasformazioni diverse, secondo la storia.
Qualunque sia la spiegazione, e per quanto ci siano persone sia in Cina che nel mondo pronte a tutto pur di giocarlo, ci sono ancora tre anni da aspettare.

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