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Il Gansu: deserto, terre rare, produzione di energia e TCM

Il Gansu, la provincia che include l’area da cui si è originata la dinastia Qin (221 A.C.), è una regione prevalentemente arida. Essendo una provincia vasta con un territorio difficile da attraversare o coltivare, il Gansu non gode dello sviluppo economico di altre aree, ed è tutt’ora una delle province più povere della Cina.

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Mappa delle province, municipalità, regioni autonome e regioni amministrative speciali della Cina. Fonte: chokkicx / Getty Images

La Geografia del Gansu

Il Gansu ospita tre deserti – incluso il famoso Gobi, e il suo fiume più importante è il Fiume Giallo che lo attraversa a Sud. Il terreno è montuoso nel meridione, e pianeggiante nel settentrione. Il clima è ostile, con temperature molto calde nel giorno e molto fredda la notte, il che rende lo sviluppo della provincia ostico. In effetti la popolazione del Gansu, se paragonata alle altre province cinesi, è ridotta con poco più di 30 milioni di persone in totale, di cui 3 milioni vivono nella capitale, Lanzhou, e altri 3 nell’altra città principale, Tianshui. Città minori includono comunque più di 2 milioni di abitanti a testa, come Qingyang, Dingxi, Longnan e Pingliang. Anche se la maggioranza della popolazione, il 91%, è Han, ci sono considerevoli minoranze musulmane – come Hui e Dongxiang, e una minoranza tibetana nel sud.
Il Gansu, assieme alle altre zone desertiche della Cina, è sotto uno sforzo costante per arrestare la desertificazione – uno sforzo basato su un approccio a lungo termine, cooperazione tecnologica con i leader del settore (come gli israeliani) e un investimento massiccio del governo. Grazie a ciò, la Cina sta lentamente riportando la vegetazione in questi ambienti desolati.

L’economia

A comporre il settore primario sono la produzione agricola di mais, cotone, meloni, miglio e grano, assieme allo sfruttamento minerario delle terre rare della provincia. Cromo, carbone, iridio, ferro, piombo, mercurio, petrolio, tungsteno e soprattutto le enormi riserve di nickel, cobalto, platino e selenio (quest’ultime, rispetto al resto della Cina, sono principalmente presenti nel Gansu) sono tra le risorse più importanti del Gansu.
Tra le industrie c’è un focus sulla petrolchimica, sui materiali edili e sulla produzione elettrica (sia idroelettrica che nucleare, seguite da quella eolica che si sta sviluppando).
Pur non avendo un’economia brillante, il Gansu cresce, anche grazie alle sue zone di sviluppo: la Zona di Sviluppo Economico e Tecnologico Nazionale di Lanzhou e la Zona Industriale per Nuovi Sviluppi ed Alta Tecnologia di Lanzhou.

La cultura

Il Gansu ha una crescita interessante nel turismo interno: oltre ai suoi panorami naturali e siti storici, il Gansu è famoso anche per le sue specie protette ed il suo cibo tipico.
Inoltre, molte piante ed erbe usate nella TCM (Medicina Tradizionale Cinese) crescono nel Gansu, rendendolo il secondo produttore in Cina di materia prima per la TCM.

In conclusione, i punti di forza del Gansu sono le sue risorse naturali – enormi riserve minerarie, un ottimo potenziale per la produzione di energia rinnovabile, specie rarissime di animali, piante ed erbe che portano allo sviluppo di un turismo di nicchia oltre che allo sviluppo della TCM.
Con una popolazione ridotta rispetto alla media in Cina, e nonostante il fatto che la sua industria non riesca a bilanciare interamente la necessità di risorse naturali, il Gansu ha bisogno di supporto e maggiori investimenti così da incrementare la sua capacità di sviluppo nel tempo: ciò la rende una provincia interessante dal punto di vista degli investimenti locali e stranieri.

3 commenti su “Il Gansu: deserto, terre rare, produzione di energia e TCM”

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