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La prima traduzione del Codice Civile Cinese è Italiana

Di recente è stata pubblicata la traduzione Italiana del Codice Civile Cinese.
Si tratta della prima traduzione al mondo del Codice Civile Cinese, bruciando sui tempi persino quella in inglese. 

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Giovanni Merlicco ha intervistato il Prof. Domenico Dursi, ricercatore di Diritto Romano oltre che Professore all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, una delle migliori università d’Italia.

Perché la traduzione italiana è stata la prima?

Il Prof. Dursi è membro del Centro di Studi Giuridici italo-cinese, e ha partecipato alla traduzione in Italiano, fatta dalla Prof.ssa Huang Meiling, del nuovo Codice Civile Cinese, in veste di curatore del progetto.

Il Prof. Dursi ha spiegato che il diritto romano è stata fonte di ispirazione per gli esperti giuridici cinesi fin da inizio ‘900, ai tempi della dinastia Qing. Ha anche specificato che l’apporto del Prof. Oliviero Diliberto, che ha partecipato al progetto di traduzione, è stato fondamentale, essendo (cito):

1. Specializzato in diritto romano;
2. Comunista;
3. Ministro della Giustizia in Italia (tardi ’90)

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Il Prof. Dursi ha detto che molti studenti cinesi imparano di più sul diritto romano alla Sapienza, anche grazie alla cooperazione col Prof. Xu Diyu, preside della Università di Economia e Legge dello Zhongnan (in foto, fonte), una delle ragioni per cui la traduzione è stata prodotta con quest’efficienza. Ma non sono solo i cinesi a visitare l’Italia: anche gli Italiani visitano la Cina per imparare come viene applicata la legge cinese in situ, incluso il Prof. Dursi stesso.

Che vantaggi avrà per il rapporto tra Cina e Italia il nuovo Codice Civile Cinese?

Il giornalista ha chiesto se la “romanizzazione” della legge Cinese avrà un impatto importante nell’avvicinare i rapporti tra Cina e Italia. Il Prof. Dursi ha specificato che non si può definire “romanizzazione”, dato che la Cina non ha copiato il sistema ma lo ha sviluppato con le sue caratteristiche specifiche. Preferisce definirlo un diritto neo-romano, cioè basato sul diritto romano pur non essendo la stessa cosa. Concorda sul punto che questo nuovo codice civile aiuterà a costruire migliori relazioni commerciali, dato che le leggi funzionano in maniera più simile rispetto che a paesi come USA, UK India.

Per terminare, il professore ha ricevuto una domanda, cioè cosa può dire su Wuhan, la città che alcuni media europei definiscono “La città del virus”. La risposta è chiara e parla da sé: 

La definizione di Wuhan, città ricca di storia e tradizioni, come “città del virus” è, quanto meno, irrispettosa e non merita alcun commento. È una megalopoli di 11 milioni di abitanti caratterizzata da molti laghi e da molto verde. Si tratta di una città universitaria, con un numero enorme di studenti. È, dunque, una realtà molto vivace. Nelle mie diverse esperienze, ho sempre potuto apprezzare l’accoglienza e il buon cibo, oltre che la grande curiosità, se non proprio un sincero apprezzamento per l’Italia e la sua cultura in generale. Posso dire che, in certa misura, Wuhan è un po’ una mia seconda patria e spero di poter tornare prestissimo.

Prof. Domenico Dursi

La prima foto presente in articolo viene dall’Università di Economia e Legge dello Zhongnan, e mostra il Centro di Studi Giuridici italo-cinese alla sua inaugurazione.

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