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“Made in Cina” significa davvero scarsa qualità?

Negli ultimi anni la Cina è diventata produttrice di quasi qualunque cosa, e il “Made in Cina” è sempre più riconosciuto in tutto il mondo – e spesso viene associato come simbolo di bassa qualità e prezzo. Ma dal momento in cui sempre più produttori occidentali hanno scelto di delocalizzare la propria produzione in Cina, le cose si sono complicate un po’.

Effettivamente tutti sappiamo che la Cina è anche chiamata la “fabbrica del mondo”, il che significa che la maggior parte dei produttori sono lì. E anche se sappiamo benissimo che ci sono molti prodotti sotto-standard fatti in Cina, c’è anche molto spazio per oggetti di qualità: ecco perché molti marchi premium e di lusso hanno scelto di delocalizzare la propria produzione in Cina.
La Cina ha scelto una direzione molto peculiare nel fare business – applicare il brand di un’altra azienda ai propri prodotti – un processo chiamato OEM branding.
Il risultato è che molte aziende europee e americane devono la loro qualità “italiana” o “europea” o “americana” alla produzione cinese. I produttori cinesi si sono concentrati sull’esportazione, grazie alla possibilità di concentrarsi interamente nella produzione ed evitare di doversi approcciare al marketing in altri mercati – un processo difficile e costoso. Insomma, una soluzione ottimale per entrambi i lati perché entrambe le aziende (il produttore cinese e il venditore/designer straniero) possono far profitto e concentrarsi sul proprio lato del lavoro.
Uno ci mette il nome e la faccia, l’altro il prodotto. Ma non poteva funzionare per sempre.
Più tardi, con la crescita della classe media in Cina, sempre più persone hanno scelto di affidarsi a prodotti di marchi stranieri, che, paradossalmente, erano fatti proprio in Cina; alcuni produttori cinesi hanno cercato di sfruttare la situazione per creare i propri marchi destinati al mercato interno. Qualità altissima, come i prodotti stranieri – l’unica differenza stava nel design e nel logo. Molti dei design originali sono molto interessanti e meritano l’acquisto.
Alcuni ce l’hanno fatta, altri no. Alcuni cinesi, del resto, preferiscono i prodotti stranieri a quelli cinesi tanto quanto gli occidentali, ad esempio nell’alta tecnologia – come nell’automotive, o nella moda e nel design.
Quindi, la Cina non è cresciuta solo producendo prodotti economici: grazie a una politica di reinvestimento costante nel taglio dei costi di produzione mantenendo una buona qualità, specie per l’esportazione (del resto, chi accetterebbe di mettere il proprio marchio di alto livello su un prodotto di bassa qualità?). Il governo ha collaborato investendo tantissimo nelle infrastrutture, che aiutano ad economizzare e velocizzare le spedizioni (e con esse, le vendite online) sia dentro che al di fuori della nazione.
Questo approccio costantemente diretto verso il miglioramento è ciò che ha portato la Cina dov’è oggi.
Quindi, possiamo dire che tutti i prodotti Made in Cina sono di scarsa qualità? Certamente no. Sono tutti di alta qualità? Nemmeno questo è vero.
Ma molte fabbriche forniscono prodotti di qualità bassa e alta a seconda del budget e dei requisiti dell’acquirente dato che, alla fin fine, stanno solo facendo OEM.
Nel mercato interno, però, i prodotti di bassa qualità non hanno vita facile e vengono distrutti sia nei social media che nelle recensioni online – anche più che in occidente.

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