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Oriente vs Occidente: forme di governo

La politica non riflette interamente e direttamente le caratteristiche di una nazione – ma lo fa, in un certo verso, in quanto è frutto della cultura e del popolo.
A volte un politico viene apprezzato perché è in grado di fare qualcosa che gli elettori non sono in grado di fare da soli.
A volte un politico è votato perché non ci sono alternative valide.
A volte un politico usa stratagemmi e false promesse per guadagnare qualche voto senza essere in grado di soddisfare i bisogni del proprio popolo.
A volte un politico dimentica di essere un servitore (che è il significato alla base della parola “ministro”, servitore) del popolo e non l’opposto.
Che l’attività politica è il mezzo tramite il quale soddisfare i bisogni dei propri cittadini, e non i propri.
Ma, in teoria, fare il politico non è un obiettivo da raggiungere. Si tratta di uno strumento che permette di dare un contributo alla tua nazione sulla via per lo sviluppo.
E dobbiamo ricordare un’altra cosa: i cittadini di una nazione sono rappresentati dal proprio Primo Ministro, ma questo non significa che siano uguali a lui o a lei. Probabilmente molti di questi cittadini non apprezzano ogni singola cosa fatta dal Primo Ministro, però continuano a dare fiducia sulla base del risultato nel complesso. Non tutti i cittadini cinesi supportano le politiche della Nuova Via della Seta, così come non tutti gli italiani credono bisogna rimanere nell’Unione Europea, ma la maggior parte di entrambi hanno a cuore i valori su cui le rispettive nazioni sono fondate. E questi valori non tendono a cambiare velocemente nel corso del tempo, per cui sono molto importanti da tenere a mente. Ovviamente, anche l’opposizione ad un politico può farne uso, usando questa logica per attaccare e rallentare il progresso del governo – ad esempio dicendo che le riforme proposte distruggeranno i valori nazionali, o qualcosa del genere: per questo motivo, possiamo definire un politico come chi cammina, non senza difficoltà, un sentiero molto stretto composto dai valori dei propri compatrioti. Un passo falso potrebbe distruggere tutto quello fatto in passato.
Proviamo ad analizzare le differenze tra le civiltà Orientali ed Occidentali, con esempi specifici:


Italia

Giuseppe Conte, 58º  Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia. Nella foto in sfondo, il 12º Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La politica italiana è un po’ complessa. Ciascun governo, da diversi anni, tende a fallire prima della fine del proprio mandato a causa di una sfiducia, spesso generate da attacchi dall’opposizione e fratture interne alla coalizione al governo.
I valori degli italiani, come la famiglia, sapersi arrangiare, la sicurezza e l’amicizia permeano la politica, e molti partiti politici devono la propria popolarità a individui carismatici in grado di ottenere il favore del popolo, sfruttando questi stessi valori.
Il politico moderno lavora sulla propria popolarità tramite i social network e scegliendo bene il proprio staff social per assicurarsi che la cosa giusta venga pubblicata al momento giusto, e con la giusta descrizione. Non basta saper scegliere un hashtag: somiglia al giocare in borsa. Se aspetti un altro minuto, il tuo post sarà inutile, ma se ne aspetti due, magari, farà il boom.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri corrente, Giuseppe Conte, è arrivato al suo ruolo in politica mediante un compromesso tra il partito più popolare e il leader della coalizione più forte. Anche se il suo inizio in politica è stato lavorando all’ombra dei due leader politici, che formalmente erano i suoi “secondi”, ma in pratica erano piuttosto indipendenti, Conte ha preso controllo della situazione una volta che il vento è cambiato: primo, ha lasciato che il leader della coalizione più forte uscisse dal governo, sostituendolo con la seconda coalizione più forte; secondo, gestendo l’epidemia di COVID-19 in Italia usando parole la cui esistenza gli Italiani, o perlomeno i politici Italiani, avevano dimenticato: “Mi assumo tutta la responsabilità”. Dopo di questo, Giuseppe Conte ha avuto una crescita di popolarità e non importa più che il partito di provenienza possa rimanere popolare o meno: Conte può essere descritto come un uomo cresciuto durante la sua esperienza politica, diverso da chi era all’inizio. E ha senso che, in un periodo in cui la politica viene fatta con calcoli freddi e complessi, una persona che non dà alcun peso alle prossime elezioni ma si concentra sul fare la cosa giusta (almeno nelle intenzioni, in quanto tecnicamente è impossibile che le conoscenze di un avvocato possano gestire perfettamente un’epidemia) è apprezzata davvero tanto da tutti coloro che hanno perso la fede nella politica e nei politici.
Il supporto del presidente Mattarella, pur essendo una figura rappresentativa, è un altro importantissimo aspetto della politica Italiana: ha dato coraggio agli Italiani anche quando il governo non era nei propri momenti migliori, ed è un fondamentale apporto di stabilità.

Conte recentemente ha detto: Quando si difende il proprio Paese non si fanno calcoli. Io sono convinto, lo dico con tutta la prudenza che mi contraddistingue, che la storia è con noi. E vedremo alla fine quale piega prenderà.

Cina

Xi Jinping, 7º Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario Generale del Partito Comunista Cinese

La Cina vanta una forma di governo molto particolare. Essendo l’unica nazione, tra le grandi potenze, gestita da un partito comunista, il governo attuale è in realtà un “socialismo con caratteristiche cinesi”, e non va confuso col comunismo: la Cina porta avanti fin dai primi anni l’idea di non seguire gli altri, ma di trovare da sola il proprio percorso. E in effetti il metodo cinese può essere pensato e messo in pratica solo dai cinesi: non c’è modo che questi mezzi possano essere adottati da altre nazioni.
I valori del popolo cinese includono meritocrazia, duro lavoro, rispetto per gli altri, assimilazione culturale, collettivismo ed apprendere dagli errori passati.
L’educazione cinese ha un focus sull’importanza di dover migliorare sé stessi, ed imparare dagli altri – nello specifico, dagli stessi popoli che in passato hanno sottomesso la Cina per colpa del cattivo giudizio della dinastia Qing – e moltissimi cinesi hanno un amore genuino per la propria nazione. Eredi di una cultura e storia plurimillenaria, somigliano in questo agli italiani: fieri della propria storia, fieri della propria nazione. Tra loro tendono a criticare il governo parecchio, ma a difenderla con gli stranieri – specie quando attaccata – a volte puntando il dito contro gli errori delle altre nazioni.
In effetti, anche se nei social cinesi si può trovare critica (non sempre costruttiva) sulle scelte del governo, al di fuori dei social cinesi solo una piccola minoranza di cinesi critica il proprio governo (specie se attaccata da altri stranieri).
Il Segretario Generale del Partito Comunista corrente, Xi Jinping, ha fatto politica quasi per tutta la sua vita. Iniziando da zero e da giovanissimo, è riuscito a raggiungere la posizione più alta lavorando dietro le quinte ed evitando di attrarre l’attenzione altrui sulle proprie azioni e pensiero, e la sua popolarità è esplosa una volta raggiunta la posizione di Segretario Generale. Quel che si credeva dovesse diventare una figura di rappresentanza moderata, incapace di modificare lo status quo, è invece diventato un leader carismatico, in grado di cambiare la Cina per sempre.
Recentemente Xi Jinping ha detto: 中华民族历经磨难, 但从未被压垮过.
Che è traducibile come: Difficoltà hanno gravato pesantemente sulla Nazione Cinese, senza mai distruggerla del tutto.

Concludendo, cosa possiamo comprendere dalla due nazioni analizzate?
Primo, che i governi di tutto il mondo sono diversi, e la loro posizione geografica non ha importanza: ci sono somiglianze tra Italia e Cina, ad esempio, per via della loro storia – subire l’occupazione straniera pur essendo state le sedi di grandi potenze nel passato li porta a voler riottenere la grandezza avuta in passato.
Secondo, che ci sono politici che, indipendentemente da come arrivano al governo, faranno del proprio meglio per servire il proprio popolo e far prosperare la nazione. E anche l’opposto. Alcuni lavorano per il breve termine – forse per ottenere riconoscimento immediato – e altri preferiscono lavorare nell’ombra per assicurare la prosperità a lungo termine. A seconda del contesto, il breve termine potrebbe contare molto più del lungo termine, e viceversa.
Terzo, che senza una comprensione profonda della cultura e dei valori di ciascuna nazione, e della loro storia passata e recente, non è giusto giudicare le scelte di una popolazione di votare una o un’altra persona – o di non rivoltarsi o protestare.
Quarto, che gli affari interni di una nazione vengono capiti, in genere, da chi vive lì – e nemmeno da tutti. Anche se tutti possiamo dire la nostra opinione, prendere in mano una nazione senza sapere esattamente cosa sta succedendo creerà problemi di certo, specie nelle relazioni internazionali, dove è richiesta la mutua collaborazione e comprensione delle problematiche di entrambi i lati e la volontà di risolverli pacificamente. Combattere è molto più semplice: basta che uno dei due decida di fregarsene degli interessi dell’altro, e usare la forza militare per darsi ragione.
Quinto, le parole usate dai leader di nazioni simili tra loro possono avere dei punti in comune. Da notare è come sia Giuseppe Conte sia Xi Jinping parlino apertamente della grandezza della nazione nella storia, di come sono certi che supereranno ogni ostacolo, e questo anche prima dell’epidemia di COVID-19. Certo, Giuseppe Conte e Xi Jinping sono persone completamente diverse: il modo in cui parlano, la loro carriera politica, i loro studi – ma le nazioni che rappresentano, i popoli che servono, i valori che proteggono potrebbero non essere tanto dissimili, dopotutto.

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