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Nomi italiani per imprese cinesi: perché?

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È incredibile quanto siano usati i nomi italiani per imprese cinesi.
Uno degli eventi più curiosi quando si gira per un centro commerciale in Cina è scoprire quanti negozi locali usino nomi stranieri.
Ancora più interessante è scoprire quanto siano utilizzati nomi italiani rispetto ad altre lingue diffuse come lo spagnolo o il francese…
Alcuni penseranno che queste imprese siano gestite da italiani, ma nella maggioranza dei casi non è così. Non ci sono nemmeno tanti italiani in Cina – circa 9000 a fine 2017, secondo l’AIRE (Associazione Italiani Residenti all’Estero): ci sono molti più residenti giapponesi, coreani, americani e tedeschi.

Perché i nomi italiani per imprese cinesi funzionano

Allora come spiegare questo successo della lingua italiana nel business? Apparentemente molti cinesi considerano la lingua italiana sofisticata (un po’ come il francese in Europa) e persino esotica: in effetti, anche in Europa l’italiano in passato era considerato particolare, e seppur oggi non sia studiato da molti, non possiamo dimenticarci del suo status di un tempo come una delle lingue più musicali, specie nella lirica.

Un supermercato a Guangzhou. Il brand appartiene a un’azienda di Hong Kong.

Per questo motivo ci sono tanti marchi che pur non appartenendo a italiani o avendo grosse influenze italiane continuano a usare nomi italiani o con riferimenti all’Italia, ad esempio Casa Mia mostrata nell’immagine di sopra, o negozi di gelati come Ai Xixili, che, seppur conosciuto anche con il nome inglese Iceason, letteralmente significa “Amare la Sicilia”.

E perché non una lingua asiatica?

Crediamo che la ragione per cui sia preferita una lingua europea ad una asiatica possa essere connessa al fatto che sia il coreano che il giapponese, pur avendo una connessione forte con il cinese, hanno alfabeti distinti da quello inglese, che rimane l’unico studiato dai cinesi, e dato che l’alfabeto italiano non ha caratteristiche speciali rispetto a quello inglese, utilizzare una lingua leggibile da chiunque sembra una scelta appropriata.
Un altro punto interessante, ovviamente, rimane il riferimento al classico Made in Italy che continua ad essere simbolo di prestigio in campi come il settore alimentare, della moda e nell’arte.
Quindi, in effetti, usare nomi italiani per imprese cinesi è una pratica abbastanza interessante.
Tuttavia, questo potrebbe cambiare presto, dato che il piano Made in China 2025 fa sempre più pressione per dimostrare la qualità dei prodotti fatti in Cina.

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